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Durometri

Il durometro è uno strumento in grado di misurare la durezza, ovvero la resistenza alla penetrazione che un materiale presenta.

Questa misura è tutt’altro che banale: disomogeneità nella struttura, trattamenti superficiali, spessori ridotti, irregolarità superficiali richiedono precise attenzioni durante questa operazione, e si è rea necessaria la definizione di diverse scale (e diversi metodi) per rispondere a esigenze tecniche, ma anche pratiche (velocità e semplicità dell’esecuzione) della prova di durezza.

Le principali scale utilizzate sono la Rockwell , Brinell, Vickers, Shore (soprattutto per plastiche, gomme  e materiali teneri) e Leeb, a loro volta suddivise in diversi sottotipi. Le prime scale (Rockwell , Brinell, Vickers, Shore), pur con metodologie molto diverse, sfruttano un penetratore che viene spinto contro la superficie con una forza nota. Dalla deformazione che si produce si ricava il valore di durezza.

La scala Leeb invece impiega un grave che viene fatto urtare, con una energia conosciuta, contro il provino. Di questa energia una parte viene assorbita dal campione, la restante determina il rimbalzo del grave: dalla misura dell’energia residua si determina la durezza del pezzo. Questo metodo, a fronte di semplicità, rapidità nell’esecuzione della prova, fornisce però una misura meno diretta rispetto agli altri metodi, e i risultati che questi strumenti forniscono nelle altre scale (il software dei durometri a rimbalzo fornisce infatti le indicazioni in punti Brinell, Rockwell, ecc.) non deve trarre in inganno: si tratta di una correlazione statistica, utile per la verifica dei pezzi e per comparazioni indicative, ma priva di un solido fondamento teorico, e quindi non rigorosa dal punto di vista metrologico.